Stimolazione magnetica transcranica: per quali disturbi è indicata?
La Stimolazione Magnetica Transcranica, conosciuta come TMS, è una tecnica di neuromodulazione non invasiva.
Dal 2023 è disponibile anche al Poliambulatorio delle Terme di Castrocaro, a pochi chilometri da Forlì, all’interno del Centro Diagnostico Avanzato.
Le applicazioni indicate riguardano in particolare depressione resistente, disturbo ossessivo compulsivo e dipendenze. La TMS viene valutata anche in presenza di alcuni disturbi d’ansia. La ricerca internazionale, intanto, ne studia l’impiego in diversi altri campi neurologici, dal dolore neuropatico, a emicranie ed acufene, fino alla riabilitazione dopo un ictus. Avere questa tecnologia sul territorio romagnolo significa poter accedere vicino a casa a una tecnologia che fino a pochi anni fa era presente in strutture lontane dalla Romagna.
Partiamo dalle basi: che cos’è la stimolazione magnetica transcranica
Il nostro cervello funziona attraverso una rete molto complessa di cellule nervose che comunicano continuamente tra loro. In alcuni disturbi psichiatrici e neurologici determinate reti possono lavorare in modo diverso dal normale. Alcune risultano meno attive, altre possono diventare eccessivamente attive. La TMS permette di intervenire su queste aree senza chirurgia.
Durante il trattamento una bobina viene appoggiata sulla testa. Produce impulsi magnetici molto brevi che attraversano il cranio e raggiungono una zona precisa della corteccia cerebrale. La persona rimane sveglia. Non servono aghi né anestesia. Quando gli impulsi vengono ripetuti secondo una sequenza prestabilita si parla di rTMS, cioè Stimolazione Magnetica Transcranica ripetitiva. Frequenza, intensità e punto di stimolazione cambiano in base all’obiettivo terapeutico. Alcuni protocolli servono a favorire l’attività di determinate reti cerebrali, altri cercano di ridurla.
Alla base c’è un meccanismo chiamato neuroplasticità: ossia, la capacità del cervello di modificare nel tempo le proprie connessioni e il proprio funzionamento.
La TMS al Poliambulatorio delle Terme di Castrocaro
Alle Terme di Castrocaro la Stimolazione Magnetica Transcranica non è una prestazione isolata. La Carta dei Servizi 2026 la inserisce all’interno dell’attività sanitaria del Poliambulatorio, che dispone di 39 ambulatori medici e comprende, tra le altre, le aree di Neurologia, Psichiatria, Psicologia e Neuropsicologia. Il servizio è attivo dal 2023 ed è nato attraverso una collaborazione con la Casa di Cura San Giorgio. L’Area di Psichiatria è stata successivamente rafforzata anche sul versante delle dipendenze. Serve prima una valutazione specialistica. Il medico deve conoscere la storia della persona, gli eventuali trattamenti già effettuati, i farmaci assunti e le possibili controindicazioni. Solo dopo può stabilire se la neuromodulazione sia indicata.
TMS e depressione resistente
La depressione è l’ambito nel quale la Stimolazione Magnetica Transcranica dispone oggi delle prove scientifiche più solide. Nelle persone con depressione alcune reti cerebrali coinvolte nella regolazione dell’umore, della motivazione e dell’attenzione possono mostrare un’attività alterata. Uno dei bersagli più studiati è la corteccia prefrontale dorsolaterale, una regione situata nella parte anteriore del cervello. Attraverso una serie di sedute la rTMS cerca di modulare l’attività di queste reti.
TMS e disturbo ossessivo compulsivo
Il disturbo ossessivo compulsivo, spesso abbreviato in DOC, può provocare pensieri ricorrenti difficili da controllare e comportamenti che la persona sente il bisogno di ripetere. Controllare molte volte una porta, lavarsi continuamente le mani oppure seguire rituali molto rigidi sono alcuni degli esempi più conosciuti. Dietro questi comportamenti esiste un coinvolgimento di circuiti cerebrali che collegano alcune aree frontali con strutture più profonde. La TMS può intervenire sull’attività di queste reti.
TMS e dipendenze
Le dipendenze rappresentano un altro campo nel quale la neuromodulazione sta assumendo un ruolo crescente. Uno degli aspetti più difficili da affrontare è il craving, il desiderio intenso di assumere una sostanza o ripetere un determinato comportamento. Nel cervello entrano in gioco le reti legate alla gratificazione, alla motivazione, al controllo degli impulsi e alla capacità di valutare le conseguenze delle proprie azioni. La TMS può agire su alcune delle aree coinvolte in questi meccanismi.
Gli studi scientifici hanno preso in esame nicotina, alcol, cocaina e altre sostanze. Il livello delle prove non è identico per tutte le dipendenze e il trattamento deve sempre entrare in un programma più ampio. Nel percorso possono trovare spazio supporto medico, psicoterapia e interventi dedicati alla prevenzione delle ricadute.
TMS e dipendenza da nicotina
Il fumo è uno degli ambiti più studiati. La dipendenza da nicotina non dipende soltanto dall’abitudine. Coinvolge i sistemi cerebrali della ricompensa e i meccanismi che regolano il desiderio di fumare. La neuromodulazione cerca di intervenire proprio su questi circuiti. La ricerca internazionale ha ottenuto risultati sufficientemente interessanti da portare alcuni specifici sistemi di stimolazione magnetica ad avere indicazioni anche nel trattamento della dipendenza da nicotina.
Questo campo richiede comunque un approccio multidisciplinare. Smettere di fumare comporta anche modificare abitudini, automatismi e comportamenti costruiti nel corso degli anni.
TMS e disturbi d’ansia
L’ansia coinvolge numerose aree del cervello. Entrano in gioco i sistemi che regolano paura, attenzione, emozioni e risposta allo stress. Gli studi sulla TMS si sono concentrati soprattutto sul disturbo d’ansia generalizzata. I risultati ottenuti finora sono interessanti, anche se le prove scientifiche non hanno ancora raggiunto la stessa forza di quelle disponibili per la depressione. Non tutte le forme di ansia sono uguali. Un disturbo di panico, un’ansia generalizzata e una depressione accompagnata da forte ansia richiedono valutazioni differenti. Per questo l’indicazione deve partire da una diagnosi precisa.
Quali altri utilizzi della TMS vengono studiati dalla ricerca
- Dolore neuropatico: Il dolore neuropatico nasce da un danno o da un’alterazione del sistema nervoso. Può provocare bruciore, fitte, scosse, formicolii oppure una sensibilità dolorosa molto accentuata. Alcuni protocolli di rTMS intervengono sulla corteccia motoria per influenzare le reti cerebrali che partecipano alla percezione del dolore. È uno degli ambiti neurologici nei quali la neuromodulazione ha raccolto negli anni una quantità significativa di studi.
- Fibromialgia: Anche la fibromialgia è stata oggetto di numerose ricerche. In questa condizione il sistema nervoso può elaborare in modo alterato gli stimoli dolorosi. Gli studi sulla rTMS hanno preso in considerazione soprattutto la corteccia motoria e quella prefrontale. Alcune ricerche hanno osservato miglioramenti del dolore e della qualità della vita.
- TMS nella riabilitazione dopo un ictus: Dopo un ictus il cervello può cercare nuove strade per recuperare alcune delle funzioni perdute. È uno dei casi nei quali il concetto di neuroplasticità diventa particolarmente importante. La TMS viene studiata come supporto alla riabilitazione motoria perché può favorire un migliore equilibrio tra l’emisfero colpito e quello non interessato dalla lesione.
- Parkinson: Nel Parkinson vengono alterati soprattutto i circuiti che controllano il movimento. Possono però comparire anche depressione, disturbi cognitivi e difficoltà nel cammino. La rTMS viene studiata su alcuni di questi aspetti e diversi lavori scientifici hanno osservato possibili benefici sui sintomi motori. Resta un trattamento complementare. Non sostituisce le terapie farmacologiche specifiche per il Parkinson.
- Memoria e Alzheimer: La neuromodulazione viene studiata anche nel deterioramento cognitivo lieve e nella malattia di Alzheimer. L’obiettivo è intervenire sulle reti coinvolte in memoria, attenzione e capacità di organizzare le informazioni. Alcune ricerche hanno registrato miglioramenti in determinati test cognitivi. Mancano però protocolli condivisi e risultati sufficientemente uniformi per parlare di una terapia capace di modificare la malattia. E’ però importante specificare che la TMS non è una cura per l’Alzheimer.
- TMS e acufene: Chi soffre di acufene percepisce fischi, ronzii o altri rumori anche quando nell’ambiente non esiste una sorgente sonora. In alcune persone il problema sembra essere collegato a un’attività anomala delle reti cerebrali che elaborano i suoni. Da qui nasce l’interesse per la TMS. Gli studi hanno prodotto risultati incoraggianti in alcuni gruppi di persone, ma le prove rimangono meno solide rispetto a quelle disponibili per la depressione. L’acufene, inoltre, non figura tra le indicazioni TMS pubblicate dall’Area di Psichiatria delle Terme di Castrocaro.
Come si svolge una seduta di TMS
Prima del trattamento viene effettuata una valutazione medica. Lo specialista raccoglie la storia clinica, controlla le terapie in corso e verifica eventuali condizioni che richiedano particolare attenzione. Durante la seduta la persona rimane seduta e sveglia. La bobina viene posizionata sulla testa e produce una serie di impulsi magnetici. Un percorso comprende normalmente più sedute. Numero e frequenza vengono stabiliti sulla base della.
Il Centro Diagnostico Avanzato delle Terme di Castrocaro
La TMS si trova all’interno del Centro Diagnostico Avanzato delle Terme di Castrocaro, struttura dedicata alla prevenzione, alla diagnostica e all’attività specialistica. Il Centro dispone di Risonanza Magnetica ad alto campo da 1,5 Tesla, TAC multislice e multisorgente, mammografia, densitometria ossea, radiologia, ecografia ed ecocolordoppler. La presenza della TMS completa questo quadro con una tecnologia che non serve a produrre immagini o formulare una diagnosi, ma a intervenire sull’attività di determinate reti cerebrali. Proprio questa distinzione è importante perché se Risonanza e TAC aiutano il medico a osservare strutture e organi. La Stimolazione Magnetica Transcranica appartiene invece alla neuromodulazione e viene utilizzata all’interno di un percorso terapeutico. A Castrocaro può contare sulla presenza, nello stesso Poliambulatorio, di competenze neurologiche, psichiatriche, psicologiche e neuropsicologiche.


