La stimolazione magnetica transcranica al poliambulatorio delle Terme di Castrocaro: a cosa serve e come funziona
Al poliambulatorio delle Terme di Castrocaro, all’interno del Centro Diagnostico Avanzato, è attivo dal 2023 un servizio di Stimolazione Magnetica Transcranica, conosciuta anche con la sigla TMS. Il trattamento è pensato soprattutto per chi soffre di depressione, in particolare quando i farmaci da soli non bastano, ma viene proposto anche per disturbi d’ansia, disturbo ossessivo compulsivo e alcune forme di dipendenza, comprese quelle comportamentali. Il servizio è nato dalla collaborazione tra le Terme di Castrocaro e la Casa di Cura San Giorgio, con il contributo di specialisti come il dottor Augusto Consoli, neuropsichiatra, e, dal 2026, del dottor Michele Sanza, psichiatra e psicoterapeuta con una lunga esperienza nel campo della salute mentale e delle dipendenze. Chi può farla sono adulti e giovani adulti seguiti da uno specialista, dove viene eseguita è la sede di Via Aristide Conti 3/A a Castrocaro Terme, in provincia di Forlì Cesena, e perché viene usata è presto detto: la TMS aiuta a stimolare, con piccoli impulsi magnetici e senza bisogno di farmaci o interventi, alcune zone del cervello che in certe malattie lavorano meno del dovuto. La ricerca scientifica ne sta inoltre studiando l’uso anche per altri disturbi, come l’acufene, di cui parliamo più avanti.
Cos’è la stimolazione magnetica transcranica, spiegata in parole semplici
Immaginiamo il cervello come una grande centrale elettrica con tanti fili che si scambiano segnali in continuazione. In alcune malattie, come la depressione, alcuni di questi fili lavorano poco, come una lampadina che fa una luce debole. La stimolazione magnetica transcranica funziona un po’ come una calamita che, appoggiata delicatamente sulla testa, manda piccoli impulsi magnetici verso un punto preciso del cervello. Questi impulsi non fanno male e non servono aghi, tagli o anestesia: il paziente resta sveglio, seduto su una poltrona, e dopo la seduta può tornare a casa da solo e riprendere le sue attività quotidiane.
Non si tratta di una novità assoluta. La tecnica è studiata da decenni: nel 2008 la FDA, l’ente statunitense che controlla la sicurezza di farmaci e dispositivi medici, ha approvato la TMS per la cura della depressione resistente ai farmaci, e nel 2018 ha esteso l’approvazione al disturbo ossessivo compulsivo, seguita poi dal riconoscimento come aiuto per smettere di fumare. In Europa i macchinari per la TMS hanno la marcatura CE, il marchio che attesta la sicurezza dei dispositivi medici. In Italia, però, la situazione è più articolata di quanto si legge spesso in giro, e ne parliamo con calma più avanti in questo articolo.
Prima di iniziare qualsiasi percorso è sempre necessaria una visita specialistica: il medico controlla che non ci siano controindicazioni, come l’epilessia o la presenza di alcuni dispositivi metallici nel corpo, per esempio pacemaker o protesi particolari.
Le aree di applicazione della TMS al poliambulatorio di Castrocaro
Al poliambulatorio delle Terme di Castrocaro la stimolazione magnetica transcranica viene proposta all’interno di un percorso più ampio dedicato alla salute mentale, seguito da medici psichiatri. Vediamo nel dettaglio per quali disturbi viene utilizzata, secondo quanto dichiarato dalla struttura stessa.
La depressione, in particolare quella resistente ai farmaci
Il campo di applicazione più conosciuto e più studiato della TMS è la depressione, soprattutto quella che i medici chiamano resistente al trattamento, cioè quando la persona ha già provato uno o più farmaci antidepressivi senza ottenere abbastanza benefici. In questi casi la stimolazione magnetica agisce su una zona del cervello chiamata corteccia prefrontale, che ha un ruolo importante nella regolazione dell’umore. L’obiettivo non è sostituire i farmaci o la psicoterapia, che restano i pilastri della cura, ma affiancarli: la TMS può essere un aiuto in più oppure una strada alternativa per chi non può assumere farmaci o non li tollera bene.
Gli studi più recenti, riuniti in un documento di consenso pubblicato nel 2025 da alcune tra le principali società scientifiche statunitensi che si occupano di questa tecnica, indicano che tra il 58 e l’83 per cento delle persone risponde in modo significativo al trattamento, e che in una percentuale compresa tra il 28 e il 62 per cento i sintomi della depressione si riducono fino quasi a scomparire, quella che i medici chiamano remissione. In circa 4 pazienti su 10 il beneficio dura ancora dopo sei mesi, percentuale che sale a oltre 6 su 10 per chi fa periodicamente delle sedute di richiamo. Sono numeri incoraggianti, anche se, come per ogni terapia medica, non funzionano allo stesso modo per tutti.
Disturbi d’ansia e disturbo ossessivo compulsivo
Oltre alla depressione, il team del poliambulatorio propone la TMS anche per i disturbi d’ansia, comprese le forme più invalidanti come gli attacchi di panico, e per il disturbo ossessivo compulsivo, quella condizione in cui una persona è tormentata da pensieri ricorrenti e sente il bisogno di ripetere gesti o controlli in modo eccessivo. Anche in questi casi la stimolazione lavora sui circuiti cerebrali coinvolti nella gestione delle emozioni e del controllo degli impulsi.
Dipendenze patologiche, incluso il fumo
Un altro ambito di utilizzo riguarda le dipendenze, sia da sostanze come nicotina e altri psicostimolanti, sia comportamentali, per esempio dal gioco d’azzardo, da internet, dallo shopping compulsivo. Il ragionamento alla base è che le sostanze e certi comportamenti modificano il modo in cui il cervello gestisce le emozioni e le decisioni, alimentando un desiderio continuo e difficile da controllare. La TMS, spesso abbinata alla Terapia Cognitivo Comportamentale, punta a ristabilire un funzionamento più equilibrato di questi circuiti, riducendo la voglia impulsiva legata alla dipendenza. Facciamo un esempio pratico: è un po’ come se il cervello di chi fuma avesse imparato una scorciatoia automatica ogni volta che sente stress, e la TMS lavorasse per aiutare il cervello a costruire strade diverse da percorrere.
Il progetto dedicato alla salute mentale con il dottor Sanza
Con l’arrivo del dottor Michele Sanza, psichiatra e psicoterapeuta con oltre vent’anni di esperienza nei servizi pubblici per la salute mentale e le dipendenze, il poliambulatorio ha ampliato il percorso dedicato a chi vive difficoltà come stress cronico, ansia generalizzata, disturbi del sonno o dell’alimentazione, umore basso, difficoltà nelle relazioni o bassa autostima. In questo contesto la TMS viene proposta come uno strumento tra i tanti a disposizione, sempre dopo una valutazione clinica personalizzata, e mai come sostituto della relazione terapeutica con lo specialista.
Le prospettive di ricerca su Parkinson e Alzheimer
Accanto agli usi già consolidati, la TMS viene studiata anche per alcune malattie neurodegenerative, e questo è uno degli ambiti su cui punta anche la comunicazione del poliambulatorio di Castrocaro. Nel caso del Parkinson, gli impulsi vengono indirizzati verso l’area della corteccia motoria, quella che controlla i movimenti, spesso in abbinamento a percorsi di fisioterapia, con l’obiettivo di ridurre alcuni disturbi motori. Nel caso dell’Alzheimer, l’area coinvolta è chiamata precuneo, una zona legata alla memoria che nelle fasi iniziali della malattia tende a funzionare meno bene. Su questi due fronti è importante essere chiari: si tratta di applicazioni ancora oggetto di studio, che possono dare risultati incoraggianti ma che vanno sempre valutate insieme al neurologo di riferimento, caso per caso.
L’acufene e altri ambiti ancora allo studio
Oltre alle applicazioni già consolidate, la ricerca scientifica sta esplorando la stimolazione magnetica transcranica anche per altri disturbi, tra cui l’acufene. Chi soffre di acufene percepisce un rumore, spesso descritto come un fischio o un ronzio, che non arriva da nessuna fonte esterna e che può risultare molto fastidioso nella vita di tutti i giorni.
L’idea alla base della ricerca è che in alcune persone l’acufene nasca da un funzionamento alterato di una zona del cervello coinvolta nell’elaborazione dei suoni, e che stimolare quella zona con impulsi magnetici possa aiutare a ridurre il disturbo. Alcuni studi hanno dato risultati incoraggianti, ma nel complesso le prove scientifiche disponibili sono ancora meno solide rispetto a quelle raccolte per la depressione, e i benefici non sono uguali per tutte le persone che li provano.
Su questo punto è giusto essere precisi: dalla documentazione pubblica del poliambulatorio delle Terme di Castrocaro, comprese le pagine dedicate al servizio e la Carta dei Servizi della struttura, l’acufene non risulta al momento tra le condizioni indicate per la TMS in questa sede. Chi fosse interessato a questo utilizzo specifico dovrebbe quindi chiedere conferma diretta al Centro Diagnostico Avanzato, anche perché l’offerta dei centri clinici può cambiare nel tempo.
La TMS e il Servizio Sanitario Nazionale: la situazione in Italia
Chi cerca informazioni sulla TMS in Italia trova spesso scritto che si tratta di una terapia approvata, un’affermazione che merita di essere spiegata meglio per evitare confusione.
Gli apparecchi che generano gli impulsi magnetici sono dispositivi medici a norma, con marcatura CE, e possono quindi essere legalmente usati nelle strutture sanitarie italiane. Quello che manca, però, è l’inserimento della TMS nei cosiddetti Livelli Essenziali di Assistenza, i LEA, cioè l’elenco delle prestazioni che lo Stato garantisce a tutti i cittadini allo stesso modo, ovunque vivano. Senza questo inserimento a livello nazionale, non esiste un’unica regola su chi paga il trattamento: alcune Regioni lo rimborsano in casi specifici, altre no, e la maggior parte delle persone che si sottopone alla TMS lo fa in strutture private o in centri specializzati che seguono protocolli propri.
Un’eccezione importante è la Valle d’Aosta, che dal 2024 ha inserito la TMS tra le prestazioni garantite ai propri residenti per la cura della depressione resistente ai farmaci: è il primo caso in Italia di una Regione che ha deciso in autonomia di garantire questo trattamento, anche se resta per ora un caso isolato.
Per chi si rivolge al poliambulatorio delle Terme di Castrocaro, struttura privata convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale per diverse prestazioni, il modo più sicuro per conoscere le modalità di accesso alla TMS, compresi eventuali rimborsi, resta chiedere informazioni direttamente alla struttura.
Come si svolge una seduta e cosa aspettarsi
Chi si sottopone alla TMS non deve prepararsi in modo particolare. Il medico posiziona un piccolo dispositivo sulla testa, in corrispondenza dell’area da trattare, e avvia gli impulsi magnetici. In genere non è dolorosa: al massimo si può avvertire un leggero rumore simile a un ticchettio e una sensazione di battito sulla pelle nel punto in cui viene appoggiato il dispositivo. Finita la seduta, si può guidare, lavorare o tornare alle proprie occupazioni senza bisogno di tempi di recupero.
Una seduta può durare da pochi minuti fino a circa mezz’ora, a seconda del protocollo scelto dal medico, e il percorso completo si sviluppa in genere in circa un mese, con eventuali richiami successivi decisi caso per caso. Prima di iniziare, è sempre lo specialista a stabilire se la TMS è adatta alla persona che ha davanti, tenendo conto della sua storia clinica, degli eventuali farmaci assunti e di altre condizioni di salute.
Le 10 domande più frequenti sulla stimolazione magnetica transcranica
La stimolazione magnetica transcranica fa male?
No. Non richiede anestesia e nella maggior parte dei casi non è dolorosa. Al massimo si avverte un leggero fastidio o un rumore di sottofondo mentre il dispositivo emette gli impulsi.
Quanto dura una seduta di TMS?
Una seduta può durare da pochi minuti fino a circa venti o trenta minuti, a seconda del protocollo scelto dal medico e del disturbo da trattare.
Quante sedute servono per vedere dei risultati?
Il percorso completo si sviluppa in genere in circa un mese, ma il numero preciso di sedute viene deciso dal medico in base alla situazione della singola persona e può prevedere richiami successivi.
La TMS può sostituire i farmaci antidepressivi?
Nella maggior parte dei casi no, viene usata insieme ai farmaci o alla psicoterapia. Può diventare un’alternativa quando la persona non tollera i farmaci o non può assumerli per altri motivi di salute, ma questa scelta spetta sempre allo psichiatra.
Chi non può sottoporsi alla stimolazione magnetica transcranica?
Le principali controindicazioni riguardano le persone con epilessia o con dispositivi metallici o elettronici impiantati nel corpo, come alcuni tipi di pacemaker. Per questo motivo prima di iniziare è sempre necessaria una visita medica.
La TMS ha effetti collaterali?
In genere è ben tollerata. I disturbi più comuni, come un lieve dolore al cuoio capelluto, un mal di testa passeggero o una breve sensazione di stordimento, sono temporanei. Il rischio più serio, quello di una crisi epilettica, riguarda meno di una persona su mille, ed è per questo che prima del trattamento viene sempre valutata con attenzione la storia clinica del paziente.
Per quali disturbi viene usata la stimolazione magnetica transcranica al poliambulatorio di Castrocaro?
Viene proposta soprattutto per la depressione, in particolare quella resistente ai farmaci, per i disturbi d’ansia, per il disturbo ossessivo compulsivo e per le dipendenze patologiche, sia da sostanze come la nicotina sia comportamentali.
La TMS è efficace anche per l’acufene?
L’acufene, cioè la percezione di un fischio o di un ronzio nelle orecchie senza una fonte esterna, è uno degli ambiti in cui la stimolazione magnetica transcranica viene studiata da alcuni anni, partendo dall’idea che il disturbo possa nascere da un’attività alterata in una zona del cervello legata all’udito. I risultati sono incoraggianti ma meno solidi rispetto a quelli ottenuti per la depressione, e questa applicazione non risulta al momento tra quelle proposte dal poliambulatorio di Castrocaro: per saperlo con certezza conviene chiedere direttamente alla struttura.
La TMS è rimborsata dal Servizio Sanitario Nazionale?
Non in modo uniforme su tutto il territorio italiano. La TMS non è ancora inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza nazionali, quindi le regole di accesso e di eventuale rimborso variano da Regione a Regione: la Valle d’Aosta, per esempio, dal 2024 la garantisce ai propri residenti per la depressione resistente. Per il poliambulatorio di Castrocaro conviene chiedere direttamente alla struttura come funziona l’accesso e quali sono i costi.
Dove si trova il servizio di stimolazione magnetica transcranica delle Terme di Castrocaro?
Il servizio si trova all’interno del Centro Diagnostico Avanzato del poliambulatorio delle Terme di Castrocaro, in Via Aristide Conti 3/A a Castrocaro Terme, in provincia di Forlì Cesena. Per informazioni o appuntamenti è possibile contattare il numero 0543 412711.
Nota: questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere di un medico. Per capire se la stimolazione magnetica transcranica è adatta al proprio caso, comprese le sue possibili applicazioni come quella per l’acufene, è necessario rivolgersi a uno specialista e, per le condizioni specifiche trattate in una struttura, chiedere conferma diretta alla struttura stessa.


